
Roda di Capoeira con bambini
L’Associazione culturale onlus denominata in portoghese
“Lembrança negra”, ossia “rimembranza nera”, si occupa dell’organizzazione
di manifestazioni, esibizioni, momenti di incontro, inerenti l’universo culturale brasiliano. Pur essendo
composta prevalentemente da soci italiani, originari di diverse zone della nostra penisola, la nostra
Associazione ospita frequentemente numerosi atleti, artisti e ballerini indigeni. Il nostro obiettivo è
di approfondire l’incontro e il confronto con una nazione densa di tradizioni e di interesse
storico-culturale, in molti aspetti prossima ad alcune peculiarità della nostra terra.
L’attività principale di cui ci occupiamo, e che sta conoscendo ultimamente un periodo di grande
successo, è la Capoeira. Tuttavia pratichiamo con dedizione ed entusiasmo anche il
Maculelé, Puxada de rete, Samba, danza Afro, Frevo, Axé, Batucada, ecc.

Lezione di Capoeira
Per la originale genesi storica, la Capoeira non può essere ridotta a semplice
disciplina sportiva. Tale visione parziale ne ridurrebbe banalmente il significato: nascente come tecnica di
combattimento per la libertà, ha in seguito sviluppato tratti artistici, tanto che il capoerista, in
Brasile, è oggi considerato un vero e proprio artista. Oggi la Capoeira è il secondo
sport nazionale brasiliano, praticata in tutto il mondo e riconosciuta internazionalmente quale preziosa
espressione sociale, artistica e culturale: testimonianza vivente del colonialismo e della schiavitù.
Un’arte che esprime con ritmo e movimento tutta l’energia e la creatività di un popolo
oppresso per secoli, ma che non perse mai la speranza di tornare libero.
La nostra associazione ha il fine di raccogliere fondi per porre le basi della realizzazione di una iniziativa
benefica, già faticosamente avviata in Brasile, denominata “Educando com Arte
”. Questo progetto prevede l’istituzione di una ampia struttura (ospitante circa 150 bambini) nella
città di Guarujà in San Paolo (BR), dove poter accogliere e dare
un’educazione scolastica, artigianale e sportiva, nonché un sostegno psico-affettivo, medico e
materiale (pasti, vestiti, giochi, ecc.), ai cosiddetti “meninos de rua”, bambini
abbandonati alla vita di strada e costretti altrimenti a vivere nell’analfabetismo, senza dimora, nella
violenza più cruda (circa un 75% di tali bambini non arriva alla maggiore età).
Foto delle Favelas di Guarujà
L’idea in futuro è di incrementare le occasioni di incontro e di scambio tra
tali bambini e i ragazzi italiani, nella consapevolezza che la solidarietà aiuta parimenti chi dà
come chi riceve: una prima visita organizzata privatamente l’anno scorso ha cambiato, in meglio, la vita
di molti di noi!
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